Indagini Sismiche

Le indagini sismiche sono state applicate per la prima volta verso la fine del  19° secolo, per la studio dei terremoti, ma solo nei primi del '900 è iniziato l'utilizzo di tali indagini con l'energizzazione attiva. Inizialmente utilizzate solo in campo petrolifero, dopo la seconda guerra mondiale è iniziato l'utilizzo di queste indagini per lo studio geomeccanico.

Il parametro studiato è la velocità delle onde elastiche all'interno del mezzo investigato. Dalla conoscenza delle velocità delle onde di compressione (P) e di taglio (S), tramite le classiche equazioni di propagazione per i mezzi elastici, permette di arrivare alla conoscenza dei moduli elastici di Young E, e di taglio G. 

 E' quindi l'unico, tra i metodi geofisici, a fornire direttamente parametri utilizzabili per la progettazione geomeccanica.

Il vantaggio principale di tale tecnica è la possibilità di ottenere i valori di modulo elastico dinamico del mezzo indagato
Con una opportuna energizzazione si possono ottenere profondità di investigazione notevoli
Si possono utilizzare per lo studio di tutte le situazioni in cui è importante conoscere quantitativamente le caratteristiche meccaniche del mezzo indagato
 

 

Indagini sismiche a rifrazione

Le indagini sismiche a rifrazione, insieme ai S.E.V., rappresentano le più classiche e sperimentate metodologie geofisiche di indagine. Permettono di individuare variazioni di velocità in senso verticale ed orizzontale, permettendo di ottenere ottima risoluzione con una buona velocità di acquisizione ed elaborazione. Si ottengono così delle sezioni verticali lungo il profilo indagato.

Ideale per lo studio geotecnico di un'area, per lo studio di stabilità dei pendii, per la microzonazione utilizzando sia onde P che onde S.

Indagini Cross-Hole e Down-Hole

Le indagini sismiche Cross-Hole utilizzano una coppia di fori, nella quale da una parte sono posizionati i sensori di acquisizione (geofoni o idrofoni), dall'altra avviene l'energizzazione. Le indagini Cross-Hole permettono di valutare le variazioni di velocità con la profondità, senza alcun limite di profondità, poiché l'energizzazione avviene direttamente alla profondità desiderata. Si rivelano quindi in mezzo indispensabile per la progettazione di fondazioni profonde, per la microzonazione.

I metodi Down-Hole sono un metodo derivato dai Cross-Hole, nei quali però si utilizza un solo foro, nel quale viene calato il sensore di acquisizione. L'energizzazione avviene invece dalla superficie. Pur essendo limitati dalla profondità di investigazione (ad elevate profondità il segnale viene assorbito e non raggiunge i geofoni), si rivela più pratico (occorre un solo foro) e più speditivo. In più è sicuramente il metodo più sicuro per la valutazione della velocità delle onde S.

Se l'indagine Cross-Hole viene eseguita con particolari accorgimenti, registrando ogni volta con più geofoni lungo il foro, è possibile eseguire una elaborazione tomografica dei dati acquisiti. L'elaborazione tomografica permette di evidenziare anche variazioni di velocità orizzontali, fornendo in dettaglio il campo delle velocità delle onde P tra i due fori. Con l'utilizzo di più fori è possibile eseguire una indagine 3D.

Indagini tomografiche su manufatti

Con le moderne tecniche di acquisizione da noi implementate, è possibile effettuare indagini sismiche tomografiche su manufatti. Applicando al manufatto da indagare particolari sensori ad alta frequenza ed energizzando in modo opportuno è possibile effettuare delle indagini tomografiche del manufatto, che portano ad ottenere il campo di velocità all'interno del manufatto. Questo tipo di indagine si rivela ideale per lo studio di elementi strutturali degradati, come volte o pilastri, permettendo di individuare le aree non più funzionali, le infiltrazioni ecc. 

Indagine di sismica a rifrazione a 12 canali interpretata con ipotesi di 3 strati.

 

Indagine Cross-Hole con elaborazione tomografica per il controllo di iniezioni di cemento per il consolidamento di terreni.
 
Tomografia Sismica 3D della volta della Scarsella del Battistero di Firenze*. Si individua la parte allentata in rosso.

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